Fuga dal posto fisso – giorni 4 e 5

Talvolta andare a portare una notizia in famiglia è come andare dal medico: sai quando vai e non sai quando torni.

Sono partita convinta di fare una toccata e fuga nella giornata di ieri, domenica, per dare un colpo secco stile ninja ai miei genitori e poi lasciarli a riflettere e a riprendersi dalla notizia che ho lasciato il mio lavoro, il mio bel posto fisso, e invece non ho potuto. Ma non è stato per i drammatici motivi che potete supporre. Con ordine.

Domenica prorompo in casa “Trema” mentre mia madre già sparecchiava il desco. Mi sono seduta accanto a papà. Ho fatto battute per acclimatarmi e poi, alla domanda: come va con il lavoro mi sono decisa.

La faccia mi si è piantata da sola sulla tovaglia cosparsa di briciole.

La voce ha iniziato a saltellare.

Le lacrime hanno fatto toc – toc sugli occhi

– Dovete sapere che… sapere che … insomma… io …-

–  Ti sei licenziata –

– Eh? –

– Ti sei licenziata –

– Dimessa, sì –

Sospiro di sollievo di mio padre, sguardo da “lo sapevo prima di te” di mia madre e in coro il mio Duetto Cetra solfeggia:

– E – va – beh – l’importante – è  – che – stai – bene –

Li guardo stranita, ma già le lacrime vengono risucchiate indietro, torno a respirare e mi si affaccia alla bocca un sorriso.

– Sì, sì, sto bene –

E da lì si parte. Spiego le mie ragioni, cosa vorrei fare adesso, le mosse che sto preparando, i giorni di preavviso che mi restano. Spiego a quanto dovrebbe ammontare la mia liquidazione per 3 anni di lavoro e spiego che ho altrettanto in banca, ma non sembrano ascoltare molto: mia madre lava i piatti nel cucinino e mio padre si tiene un ginocchio con la mano. Aggiungo che ho deciso di frequentare dei corsi di aggiornamento, sto per spiegare che se andasse male farei questo e quello quando mio padre trova un buco nella mia argomentazione e dice:

– Allora, visto che ti se dimessa, resti con noi un giorno in più, no? Non c’è fretta! –

Mia madre blocca lo sbatacchiamento dei piatti e si gira: – Per un giorno ti dicono qualcosa? Non avevi delle ferie? –

I maestri del contropiede: come ho potuto scordarlo?!

E così sono rimasta, a parlare con loro, a riposare, a farmi coccolare. Nel frattempo penso che in passato non avrebbero reagito così con me, ma penso anche che, almeno ogni tanto, anni di serietà e impegno pagano qualcosa. Penso che devo proprio avergli dimostrato di essere responsabile e di sapere cosa faccio se reagiscono così. Penso che questo è un altro dono di questa decisione e che sono felice una volta di più di averla presa. Adesso dovrò dimostrargli di essere coerente con questa immagine, di non tradire questa fiducia, ma averla mi fa volare. Siamo proprio una bella famiglia. Lo siamo.

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4 thoughts on “Fuga dal posto fisso – giorni 4 e 5

  1. lupus.sine.fabula says:

    A volte è insopportabile. Io reggo da 5 anni e credo che la reazione dei miei sarebbe simile a quella dei tuoi genitori. Da impazzire le condizioni che tocca accettare. Il posto fisso è necessario per vivere, per questo tiro avanti, però a volte viene proprio l’esaurimento!
    Ps: nice to meet you, 30 girl! anch’io ho appena compiuto i 30.

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