Fuga dal posto fisso – giorno 6

– Buongiorno a tutti! –

Oggi rientravo al lavoro, dopo il fine settimana e un giorno di assenza, durante il quale la voce circa la mia decisione si deve essere diffusa fra i colleghi come un torrentello di montagna, sinuoso e imprevedibile nel suo percorso.  Ho captato, sorrisi già stanchi di chi non sapeva e altri tirati di chi, sapendo anche della mia missione del fine settimana, si chiedeva: come sarà andata? O più semplicemente: chissà come se la passa quando non è qui a sorridere.

Riassumendo, posso dire che per la gioia (se non di molti, per lo meno mia) la maggior parte del tempo sorrido. Stamattina, tornando dalla palestra (ci vado ogni mattina alle 07.00) cercavo di catturare un veloce brivido uccellino, per ingabbiarlo qui stasera. Ricordo che pensavo a come si stava aprendo il giorno: al sole dorato sui palazzi più alti e lontani, al fresco della notte che permaneva, ai negozi appena aperti e all’ebrezza di bigiare l’ufficio quel mattino. Oh sì, penso spesso a come sarà bello i primi giorni di libertà camminare nella città che si mette in marcia, ma  non sarà nulla alla soddisfazione di un giorno rubato.

Quanto sarebbe stato bello tornare a casa, fare una doccia veloce e uscire in jeans e senza trucco per un giro in città. Avrei fatto colazione ai Giardini Montanelli, in quel chiosco che si riempie di passeri. Avrei girato attorno al Museo di Storia Naturale, poi sarei andata a salutare l’angelo inquietante di via dei Cappucini, civico 8. Poi che altro? Ahhh, avrei dovuto lasciare quella zona, verso mezzogiorno, troppa gente. Mi sarei rifugiata fra gli scaffali di una grande libreria e poi? Quante possibilità in un giorno rubato. Si spalancano mondi, anche di noia, ma solo tuoi. Furfanteschi. Il tempo rubato per girovagare è di qualità diversa, come le letture fatte di nascosto, mentre dovremmo avere la testa sulle equazioni. Ho pensato tutto questo, ho sorriso ( di nuovo) e poi sono tornata a casa per una doccia veloce e poi il trucco, la borsa, il lavoro. Certi uccellini bisogna lasciarli andare, come i pensieri e le fantasie.

P.S. grazie a tutti i nuovi visitatori, siete i benvenuti ^_^

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8 thoughts on “Fuga dal posto fisso – giorno 6

  1. buongiornotenente says:

    Mi ero persa qualche pezzo…cacchio già stiamo al giorno 6? Pensavo che mi “avvisassero” dei tuoi aggiornamenti…sono una “frana dei blog”… =(

    • ninatrema says:

      😉 i giorni 4 e 5 li ho messi insieme, perché li ho passati entrambi da mamma e papà. In effetti io pure sto ancora imparando a usare WordPress. Buondì Tenente 🙂

  2. Emerald Forest says:

    Bello trovare una persona che la pensa come me, che il lavoro sia un furto di tempo assolutamente ingiusto nella vita di un essere umano… l’ho capito ancora di più da quando conosco Silvano Agosti. Te ne hai mai sentito parlare?

    Un caro saluto,
    Emerald

    • ninatrema says:

      Buona sera e benvenuta. Felice che anche tu condivida, sebbene io ne faccia una questione di lavoro vs. mestiere. Ovviamente sto dalla parte del “mestiere”.
      Sì, ho sentito parlare di Silvano Agosti, adesso, da te. Cercherò notizie.
      A presto, Nina

      • Emerald Forest says:

        Hai ragione, sono cose molto diverse. Io per esempio adoro il cinema e darei un braccio ogni volta anche semplicemente per portare i caffè o i cappotti su un set… Specifichiamo che il mestiere dà piacere diretto, il lavoro no.

        Un caro saluto,
        a presto,
        Emerald

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