Fuga dal posto fisso – giorno 14

Ieri la mia meravigliosa connessione ADSL, che mi aiuta sempre molto durante la creazione dei post – perché mi sostengo ascoltando musica, cercando citazioni, creando link – mi ha abbandonata. Rimedio questa mattina.

Ieri sera, rimpatriata con la più simpatica maestra d’asilo che conosca, una mia cara amica che ho conosciuto anni fa cercando una coinquilina e che per un anno è stata compagna di avventure in un appartamento scombinato. Anche lei è una donna fuggita al posto sicuro e mi accoglie con un abbraccio dei suoi: braccia sottili che stringono come la bora. Esattamente un anno fa si è dimessa da una boutique del centro dove volevano darle una promozione, prima di svenire addosso a una qualche boriosa cliente russa. Le ho dato la notizia via mail e non vedeva l’ora di rivedermi e darmi la sua pacca sulle spalle e il suo: brava!

Ci siamo raccontate un po’ di sventure, le ho chiesto come ha trovato il corso che l’ha aiutata a ritirare fuori la sua laurea in psicologia e a dare una svolta inaspettata alla sua vita: lavorare con i bambini e tornare a casa la sera, sapendo di guadagnare pochi soldi, ma con un immenso sorriso. Non crede che farà questo lavoro per sempre, ma per adesso sta recuperando energie – e rinforzando il suo sistema immunitario – con i bambini. Sono felice per lei, prima non risplendeva in questo modo. Sono felice e ammetto che mi da forza il suo esempio.

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