Dove sta di casa il desiderio – riflessione

Love – thou art high –
I cannot climb thee –
But, were it Two –
Who know but we –
Taking turns – at the Chimborazo –
Ducal – at last – stand up by thee –
Love – thou art deep –
I cannot cross thee –
But, were there Two
Instead of One –
Rower, and Yacht – some sovreign Summer –
Who knows – but we’d reach the Sun?

Love – thou are Vailed –
A few – behold thee –
Smile – and alter – and prattle – and die –
Bliss – were an Oddity – without thee –
Nicknamed by God –
Eternity.

Amare per me è sempre stato un percorso, una strada che da ragazzina credevo ampia e ben lastricata, ma che ho scoperto complicata e ingannevole. Ancora adesso non so in che modo la sto percorrendo, non posso vedermi da fuori. So che per lungo tempo l’ho smarrita, perché tutto ciò che volevo era non essere sola. Non è la stessa cosa che armarsi per il Chimborazo. Credevo di essere diventata furba e di poter soddisfare bisogni senza essere coinvolta, ma anche se di certo il cuore non era colpito, lo stomaco pativa dell’odore che restava nella stanza. Per un altro po’  ho creduto che le difficoltà nella scalata non fossero che i rospi da ingoiare per stare con una persona. Però quando i rospi sono troppi forse non state attraversando il Lago Vittoria in una splendida estate: vi siete arenati in una palude.*

In seguito ho capito che non è necessario scalare il Chimborazo o tentare di attraversare il Lago Vittoria. Si possono risparmiare le forze. Si può anche evitare di riempire a tutti i costi la solitudine. Con me ci sto bene. Spesso è la migliore compagnia che ho a disposizione, inviti compresi. Ho raggiunto un’età e faccio un po’ come i Solariani di Asimov. Mi chiedo: – ne vale la pena? – e il “sì” non  è scontato.

Mi sto convincendo che ci sono tutta una gamma di emozioni di cui ci priviamo, grazie alla possibilità di sfogare i bisogni (elenco che allunghiamo costantemente) con uno schiocco di dita. Credo che pochi di noi riescano ancora a desiderare veramente qualcosa, quanto alla volontà… ah, non sappiamo neanche dove sta di casa. In fondo, quando tutto sembra a portata di euro: chi ha voglia di fare fatica? Senza fatica però non è possibile amare. Non sto parlando di montagne, drammi, pianti, sto parlando di una lunga traversata, di una lenta quotidiana ascesa. Il quotidiano marciare di una coppia. Non è il destino che sconfigge un amore: è il culo pesante. *

* n.d.a. non sto dicendo di stare a tutti i costi con qualcuno che non vi rispetta: come dice appunto Emily, bisogna remare entrambi! 🙂

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