Fuga dal posto fisso: disintossicazione

Pare che a volte il web sia una risorsa e a volte un piccola droga.

Ho cominciato un percorso di liberazione dalla sostanze dopanti che generano dipendenza. Non è nulla di eclatante: non ho mai neppure fumato! Sto cercando di disintossicarmi da quelle piccole ambigue abitudini  che ci accompagnano nel corso della giornata, avvelenandoci più la mente del fisico giorno per giorno. Non credo che vincerò mai la guerra dei Cento Anni contro l’amatissimo da tè, ma sto procedendo bene contro alcol, caffè, cioccolato, web a tutte le ore e pigrizia narcisista. La televisione è una lontana parente che viene in visita guiusto un paio di volte al mese, già da un anno. Negli ultimi due giorni me ne sto anche rannicchiata sul divano (recente scoperta) e nemmeno accendo la radio. Leggo seduta con le spalle poggiate contro la spalliera, comoda come non facevo da anni. Mi sto allontanando anche dai biscotti secchi del mattino. Però ho iniziato a sbucciare le mele. Prima le addentavo di corsa a morsi furibondi, spesso in ufficio, mentre ero alla scrivania e sedevo sulla punta della seggiola, con la schiena in avanti e l’addome contratto.

Sbucciare la mela è un atto di rispetto verso il frutto e verso il momento che si sta per vivere. Quindi prendo il frutto, lo lavo, lo asciugo e apro un tovagliolo che per farci cadere le bucce. Faccio delle fette, da 6 a 8, le sbuccio tutte una alla volta con cura. Tolgo la parte con i semi. Solo alla fine, poso il coltello, asciugo le mani dal succo colato durante il taglio e addento la prima fetta di mela (o anche di pera). Non lo facevo mai.

Perché racconto queste banalità? Perché non basta uscire da una porta per iniziare a essere liberi.  Vanno abbandonati molti pesi. Si inizia il cammino con un trolley modello armadio con le ruote, lo zaino in spalla e una borsa in ciascuna mano e piano piano si cerca ogni volta di mollare qualcosa. Pochissimi arrivano alla fine senza nulla oltre se stessi e credo che solo gli illuminati lascino sulla strada polverosa anche l’Io. Credo che sia questo il celebrato Nirvana.

Non ho la pretesa di raggiungere il Nirvana e non è che non mangerò mai più cioccolato in vita mia, ma ho scoperto che le mele sono molto buone.

Advertisements

2 thoughts on “Fuga dal posto fisso: disintossicazione

  1. Sara E Basta says:

    Riprendersi il proprio tempo, rallentare, dedicare minuti in più ai piccoli gesti quotidiani.. questo secondo me è il lusso del nostro tempo. Ormai la maggior parte della gente ha talmente tanti problemi che non si può permettere nemmeno un momento di tranquillità senza mille pensieri..

    Quindi ti dico BRAVA NINA! Riprenditi il tempo che ti è dovuto, continua così. Perchè anche il tempo dedicato ad una mela può essere un lusso da apprezzare.

    bacioni

  2. ninatrema says:

    Non avevo pensato alla questione “lusso” riguardo questa pratica. In effetti è vero. Prendersi tempo per i gesti quotidiani è il lusso maggiore possibile, tutti gli altri si comprano con il denaro e quindi sono relativi alla quantità di cui disponi. Invece, riflettere su ciò che conta, lo puoi fare solo con la mente sgombra e quando hai tanti soldi la mente è tutto meno che “sgombra”. Ti puoi comprare ogni sorta di ammenincoli per distrarti. Distrarti da cosa? Ma da stesso, il più grosso ingombro della tua mente. Interessante, tema da approfondire. Buona giornata Sara bella :o*

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s