Diario: grigiore interiore

Scrivo guardando dalla finestra della mia vecchia cameretta, quella che è stata la mia camera per 15 anni a casa dei miei genitori. Da qui vedo tetti e un angolo di cielo. Questa mattina è grigio senza promettere pioggia. Di sotto, mia madre prepara il pranzo della domenica e qui io dovrei mettere il portatile nella sua borsa e prepararmi a tornare in città. Non ne ho voglia alcuna. Non ho voglia di mangiare, di partire, di vedere i nuovi amici che mi aspettano oggi. Vorrei essere già a casa, se proprio devo stare in città, con una tazza di tè nero forte e canzoni francesi a volume pacato dallo stereo. Solo questo e che, d’improvviso iniziasse a piovere. Pioggia, pioggia, pioggia forte e scura. Vorrei capire un po’ meglio che sarà di te e di me, se e quando tornerai qui. Vorrei pioggia dirompente. Vorrei accadesse qualcosa, oggi. Ma la mamma chiama, il pranzo è in tavola e io spegnerò il computer e seguirò il percorso.

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