Fuga dal posto fisso – 2 settimane e 1/2 di libertà

Sono passati un numero imprecisato di giorni da quando ho lasciato il mio vecchio ufficio e inizio a sbagliare i conti. Mi fa molto piacere. Sto dimenticando il tremore sotto la pelle, ho scordato il senso di nausea. Alzheimer psicosomatico.

Ogni mattina la routine della colazione, della palestra, della doccia più trucco e cambio, poi esco e la giornata non smette di essere positiva, non smette la percezione di fare ciò che desidero. Scendo in metropolitana, scrivo una mail di buongiorno all’uomo che dorme oltre Cales, osservo gli altri passeggeri, cammino sino alla redazione. L’art director e il grafico sono già lì: capelli rossi + occhi verdi, capelli biondi + occhi blu. Salutano, sorridono. Sembrano uscite da una rivista, per lo meno da un fumetto, e non lo sanno. A volte il caporedattore è già lì, a volte arriva trafelata insieme all’aroma del caffè che ha bevuto di corsa. Poggio la mia borsa Mary Poppins sul tavolo, accendo il computer, ricordo  dove ero rimasta e cosa resta da finire. Controllo se sono arrivate foto, materiale, approvazioni. A volte sento arrivare il direttore, dall’ingresso  o dal suo ufficio, annunciato da un qualche discorso a metà con qualcuno o con se stesso. Del lavoro parte dalla mia scrivania per quella del caporedattore o dei grafici, del lavoro arriva e mi siedo a correggere il pezzo, oppure a modificarlo o esamino il materiale per scriverne uno dall’inizio. Cerco altre notizie. Questa persona è nominata qui, ha fatto questo e quello, conosce questo e quell’altro, ha lavorato qui, il suo nome si scrive così. Arriva una risposta al mio buongiorno, leggo, sorrido, mando una mail per la rivista, chiedo al caporedattore se il pezzo è ok, mi sposto a controllare l’impaginazione con il grafico. Preparo un tè, sono le undici, mi gratto la testa cercando il modo di girare una frase: no alla forma passiva, stai buona con le virgole. All’una prepariamo il tavolo per il pranzo. Sono arrivate le foto, bisogna vederle. Il grafico è occupato, correggi questo redazionale di corsa. Il nome è scritto 3 volte in 4 modi diversi, ma chi è questa tizia? La foto del pittore, il nome del lago, i tempi verbali a capocchia. Merenda? Il grafico si libera, scegliamo le foto. Sono le sei. Se non spegni ti chiudiamo dentro. Ciao ciao a domani.

Sono fuori. Il sole è ancora alto. Sono riposata come avessi passato il giorno a chiacchierare di niente o di tutto. Arrivare a casa, cenare, attaccare skype. Stasera esco, stasera no. Puntare la sveglia, Scrivere il blog. Che bello, domani è festa! No, domani si lavora. Che bello, domani si lavora!

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4 thoughts on “Fuga dal posto fisso – 2 settimane e 1/2 di libertà

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    1. eheheh a me piace fare tutto il giorno le cose che mi piacciono. Capisco di essere strana per gli altri: a me piace sudare in palestra, mi piace sentire i muscoli “vibrare” per lo sforzo appena fatto; mi piace passare da un articolo a una news secondo le indicazioni che ricevo; mi piace avere mille cose da fare e anche un appuntamento fisso con il mio uomo, durante il giorno mi segno mentalmente le cose da raccontargli e prima di andare a letto controllo che la sveglia sia puntata alle 05.50 ^_^

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