Diario: strada nel bosco

Venerdì mattina sole. In paese neanche un’anima: la stagione sciistica è finita, la sbiadita stagione estiva non è ancora iniziata. Gli amanti della montagna in primavera preferiscono restare in città e non cercano boccioli qui, dove il freddo resiste e il sole scalda solo fuori dall’ombra.

Poco dopo aver lasciato la macchina incontriamo il ruscello, sopra questo c’è la cascata. Dopo uno sguardo ai cartelli lui si avvia e io lo seguo. Dice: facciamo il sentiero nuovo. Dopo pochi passi, fra destra e sinistra, il sentiero decide per la terza via, ossia verso l’alto, e solo le radici di un albero trattengono la terra e me dallo schianto contro la cascata.  Lui mi ha lasciata passare avanti, per non coprirmi la visuale con la sua mole, e mentre mi raggiunge ho il tempo di guardare l’albero che mi salva.  E’ solido, umido di muschio e pieno di rami, anche se vive su un ciglio di terra. Il sentiero è comodo, fatto di terra morbida coperta di aghi di pino e ha lo spazio per due piedi affiancati. Ringrazio l’albero e proseguo.

Ogni volta che il sentiero svolta a sinistra vedo solo una parete verde di bosco, sopra e sotto di me, quando piega di nuovo a destra ci avviciniamo alla cascata e talvolta l’acqua rimbalza sino ai nostri visi. Il sole scotta e all’ombra l’aria è gelida. Sciolgo i capelli per scaldare gli orecchi. Il sentiero nuovo sembra lì da sempre. La terrà è soffice, coperta di muschio o aghi di pino verde scuro e sparse in giro ci sono molte pigne chiuse. Niente è stato spostato di recente. L’aria è ferma e oltre il suono della cascata non sento nulla. Ogni volta che per proseguire tocco una radice con le mani, mi aspetto di vedere comparire un kodama, ma forse non esistono fuori dal Giappone. Però ringrazio l’albero lo stesso.

Il sentiero era lì prima di me, sara lì dopo di me e il mio privilegio è poterlo percorrere. Talvolta ho un dubbio su una svolta, temo di aver perso la strada, ma proseguo comunque e un altro albero mi conferma che ho passato ancora una tappa. Attorno a noi tutto è fermo, solo l’acqua si getta sulle rocce. Come noi scorre, si abbatte su una pietra, ora sull’altra, segue diritta o fa una svolta. Andiamo avanti, percorriamo il sentiero. L’acqua scende, noi saliamo. Stiamo passando, stiamo scorrendo. Il sentiero è uno, sono molti, una radice ci sostiene, un’altra ci inganna. Passiamo avanti, scorriamo, andiamo e quando arriveremo in cima sarà un altro mondo.

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2 thoughts on “Diario: strada nel bosco

  1. TADS says:

    un sentiero, le insidie, le bellezze, le emozioni, l’invincibile forza della natura… bellissima metafora della vita

    TADS

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