Diario: il meglio che si può, con grazia

Questa mattina, carica di borsa da giorno di lavoro e portatile mi recavo al centro assistenza della mia compagnia telefonica, in centro, quando al semaforo mi si è accostata una ragazza. Era ricciola e piccolina, più minuta di me che non sono una gigantessa e molto giovane. Indossava un insieme di strati di abiti bracaloni colorati che tanto amano i giovani alternativi di oggi, ma combinati con gusto e non ho potuto fare a meno di osservarla. Sul viso sottile indossava grandi occhiali da sole e dietro le lenti aveva ciglia lunghe e nere.  Si è avvicinata un poco, allineandosi con me, in attesa del verde. Mentre guardavo il semaforo ho sentito una voce delicata intonare qualcosa e mi sono voltata di nuovo a guardarla, era lei. Mi sembrava distratta quando è arrivato il verde così l’ho avvisata e lei ha detto “grazie” aggiungendo un sorriso. Abbiamo camminato l’una accanto all’altra sul lastricato prima della porta medievale di corso di porta ticinese, urtando le mie ballerine con il suo bastone bianco. Chissà dove andava nel mattino pieno di sole con tutta la sua grazia.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s