Silenziosa assenza

Mi pento e mi dolgo, davvero ne soffro: di te non ho immagini, nemmeno una foto.

Non capisco come, avendoti osservata così tante volte, avendo confidato nella tua silenziosa presenza così spesso, non abbia mai puntato il mio pestifero obiettivo su di te. Non uno scatto quando sei più luminosa, non un paesaggio che ti ritragga sottile come un graffio, nessuna immagine che ti scopra all’improvviso in un pomeriggio pallido di novembre. Dove sei anche stanotte? Ti penso e neppure ti sto guardando.

Tu sai che volevo raccontare la storia della tua solitaria sovrana, la prigioniera astrale delle tue pareti di vetro, che è altra da te e sei sempre tu. Tu che sei un semplice sasso avvinto da un laccio di gravità al nostro azzurro appartamento. Tu, che ci hanno spiegato, sei grigia e morta e molto fastidiosa col tuo luminoso pallore quando si vogliono mirare le stelle. Tu che non sei il sole, ma senza te non ci sarebbe la vita. Tu che stai silenziosa nel cielo a riflettere per sempre. Tu che sai e non parli. Tu che osservi e non testimoni. Tu chiamata incostante e orologio delle nostre stagioni, dei nostri mari, delle nostre passioni. Senza vita tu sei madre, senza parola sei poetessa, senza fuoco sei luce. Senza giudizio consoli noi folli tuoi adoratori. Noi che non vogliamo vedere le tue macchie, noi che scordiamo le tue fasi e amiamo i tuoi riflessi.

Luna, tu complice, sorella e ingannatrice di tante notti perdona se davanti agli occhi non riesco a mettere un filtro, se il mio viso ha bisogno dei tuoi raggi, se voglio bearmi di te e cercarti in ogni cielo.

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