Ahi che dolor!

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ovvero “La lunga lotta contro il crampo assassino” farsa sulla lotta di una donna contro un dolore comunissimo

Dalla primavera, in particolare da questa primavera, ogni notte la stessa storia: nel bel mezzo del mio sonno beato un crampo da accartoccio potrebbe funestare il mio riposo e compromettere la mia prestazione volontaria in palestra del mattino successivo. Ci sono sere che mi accosto con questo pensiero fastidioso nella mente (ce ne sono altre in cui svengo ancora vestita e truccata sopra il letto rifatto, ma è un’altra storia) perché giusto quella mattina intorno alle 05.45 un meraviglioso aggrovigliamento del polpaccio o delle delicate dita dei piedi ha deciso di buttarmi fuori dalle coperte con la dolcezza di un sergente istruttore dei navy seals o di Suor Eldrica, che fa lo stesso. C’è stato un mattino in cui un crampo gentile ha deciso di comparire dopo la palestra per non rovinarmi l’allenamento quotidiano (“ci tengo al turgore dei tuoi glutei”, pare abbia esclamato il crampo) e mi ha tenuta a casa dalla redazione, bloccata con il piede contro una parete a spingere a vuoto come una partoriente isterica, per tutta la mattina. Sino a quando mi sono decisa e, dopo aver perso l’uso e la pace anche dell’altro piede, sono andata sotto il getto della doccia saltellando sui talloni e ho sbrogliato la situazione con dell’acqua fumante sui muscoli contratti. Ma si può campare così?

Mi son detta di no ed è iniziata la lotta:

– bottiglia di acqua naturale minerale da un litro e mezzo accanto sulla scrivania –> da finire entro la mattina

– bustine di sali minerali + creatina da sciogliere in acqua e bere durante la sessione in palestra

– integratori per la micro-circolazione a base di amarissima centella asiatica –> per i crampi e “altro”

– 5 minuti di camminata decisa sul tapis roulant prima della sessione di corsa

– pantaloni lunghi e calzettoni di spugna per andare in palestra –> anticrampo e antistupro: 2 piccioni con 1 fava

Tutto questo in città ha funzionato e mi ha salvato le dita dei piedi dall’attorcigliamento. Poi sono venuta da mamma e papà, mi son bardata e ho affrontato una corsetta stentata nelle viuzze attorno ai campi in campagna (di cui ho prova fotografica là sopra) e… sono 3 notti che mi sveglio ululando per l’aggrovigliamento del polpaccio, a volte il destro, talaltra il sinistro. Ok, bottiglia d’acqua da 1 litro e mezzo sempre in mano mentre seguo mamma in cantina, mentre guardo papà nell’orto, mentre mi connetto con il mondo dalla mia stanzetta di ragazzina; bustina di sali + creatina come dessert a ogni pranzo (con corollario di smorfie e presa per il naso di mio padre); integratori alla centella asiatica che mia madre mi guarda ingoiare con un sopracciglio alla Mr. Spock; pigiama in agosto! Stanotte niente crampi, stamattina solo un polpaccio legnoso e sottilmente dolorante. La vedremo!!!

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9 thoughts on “Ahi che dolor!

  1. rob says:

    hai provato a fare un po di stretching pre-allenamento?
    io lo faccio sempre e non ho mai avuto di questi simpatici problemi 😉
    poi un’altra cosa di cui non mi privo mai è il potassio, mangio banane!
    magari rivedi un po il carico di lavoro, forse spingi troppo 😛

    • ninatrema says:

      Nina segna in elenco “stretching”… le banane mi uscivano un po’ dagli orecchima temo che dovro’ rimangiarle, quanto al carico… hai parlato con mia madre? :p

      • rob says:

        le banane non puoi metterle da parte 😛
        non dico che devi mangiarne un sacco, ma una prima di fare attività fisica ci sta.
        tua madre è il tuo personal trainer?
        che port fai?

      • ninatrema says:

        Mia madre tende a infinito, come tutte le madri del mondo, quelle che se gli racconti i triboli di un amico si preoccupano anche di lui e ogni tanto ti chiedono: come sta Tal dei Tali? 😉

        Nessuno vero sport, vado solo in palestra per non far crollare la balconata :p

        Eh si’, ti diro’, mi sono accorta che necesito platano :p fa anche meno schifo delle bustine 🙂

  2. Moemi says:

    ahi ahi….i crampi…c’è stato un periodo che ne soffrivo particolarmente, non riuscivo ad andare da casa a scuola senza piangere… non ricordo, mi sa che il medico mi diede delle vitamine, ancora oggi ne soffro un pò ma mai come quel periodo orribile… vedo che ne stai già prendendo quindi non è un gran consiglio…
    la spunterai donna!!! :*

  3. rob says:

    ahahaha anche mia madre si preoccupa di tutto e tutti 😛
    il massimo lo raggiunge dopo gli allenamenti e le partite dove magari prendo qualche “botta di troppo”, perché zoppichi? e quell’occhio nero? perché quella busta di ghiaccio? e le dita steccate? insomma, ogni volta ne toglie fuori di tutto!
    comunque meglio il platano che le bustine, decisamente.. non uso manco la creatina..
    mangio tanta carne e recupero da me 😉

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