Prima di un viaggio

(vi metto la foto allo scrittoio, così capite il retaggio culturale alla base)

Sulla cima della collina c’è un’unica regina ed è un babbuino. Può non piacerti l’idea che essa comandi, ma non ci sono altre regine.

Sulla cima della collina c’è un’unica dea ed è un babbuino. Adorarla può  metterti a disagio, ma a lei domanderai e al suo cospetto ti prostrerai.

Essa è là, in cima alla collina, e guarda il tramonto. Le spalle a te e al futuro. Esamina il destino delle nazioni con un ramoscello sulla terra nuda. Non parla. Non si volta.

– Mia signora –

Continua a raschiare il terreno con il ramoscello. Si ferma. Sospira. Il suo respiro è il vento in un caverna, il suo respiro è lo sbadiglio della terra, il suo respiro è un’onda sul letto del mare.

– Tua madre ha fatto uno strano sogno l’altra notte, mi chiamava –

La sua voce è una grande bassa campana, è un corno di caccia, è una trama d’oro con ordito di calma. Alza lo sguardo e lo pianta nella palla arancione, tremolante, immensa, che tramonta davanti ai suoi piedi. Non vedi i suoi occhi eppure sai cosa vedono.

– Anche il sole ha paura ogni sera, lo vedi? –

– Lo vedo tremare –

– Trema perché sta per morire. Presto la notte lo ingoierà –

Le ginocchia fanno un male pazzesco perché non ti sei ancora messa in testa che lo stretching ha una sua funzione ma resti lo stesso seduta sui talloni, la schiena piegata a 45 gradi e la testa bassa a guardare il manto dorato sulla sua schiena. Quanto è grande la sua schiena? Quanto una schiena di scimmia o quanto il cielo?

– Domattina nascerà di nuovo per un altro giorno e il suo cammino sarà lungo e luminoso, ma adesso trema nella vigilia della sua nuova morte. Lo capisci bambina mia? –

– Non so… credo un poco –

– Brava. Il cibo è sempre lo stesso, per la mente e per il corpo, va masticato –

– Mia signora –

– Va’ e porta i miei saluti a tua madre –

Il suo capo si volta appena, la punta del suo naso nel centro della palla arancione sempre più bassa davanti a voi. Un angolo della bocca  è appena incurvato verso l’alto mentre una fioca luce risale da sotto il suo sopracciglio prominente. Senti gli occhi pesanti. Una brezza si alza dal suolo e il tuo viso finisce bocconi sull’erba che ti culla nel sonno.

Il mattino dopo alle 05.00 la sveglia risuona di un sussurro:

“Stai tremando nella sera. Stai tremando nella vigilia”

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s