2 – Perdersi e trovarsi

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Perdere il senso dell’orientamento è molto facile a Milano. La città che crediamo la più razionale d’Italia è una ragnatela medievale cresciuta tumorale su un accampamento celtico. Qui ci sono corridoi che sono strade e strade che si aprono su labirinti di cantine. Vi sembra che la strada su cui vi trovate sia una parallela della vostra meta? Prova a percorrerla. Credete che quello sia un incrocio che vi ricondurrà sulla retta via? Liberi di svoltare, ma vi consiglio di chiedere informazioni.

Anche guardare la città a lungo dall’alto non serve. Come ogni città anche Milano ha un’anima, l’anima di un drago che protegge i propri tesori dentro un intricato labirinto.  La ragazzina chiese dunque la strada a un gruppo di donne che sembravano fare al caso suo. Ridevano fra loro ed erano tutte vestite di nero.

– Fanno parte di una … ehm… confraternita, vestono di nero come voi, ma indossano una cosa di metallo che si incrocia sul petto. Un ciondolo tipo fatto così – e tracciò un segno nell’aria. Le ragazze si guardarono tra loro.

– Bah, dove stiamo andando noi vestono tutti di nero e indossano un bel po’ di ciondoli, croci, borchie di metallo –

– Ah. Le donne che intendono io girano sempre insieme, vestono tutte uguale oltre che nero e… dovrebbero portarsi dietro un libro e… sono devote della regina del cielo –

Una ragazza da di gomito alla capogruppo: – non è che parla di quelle che fanno vampiri? –

– Senti, non è che hanno una croce con una specie di ansa sopra? –

– Sì, è così –

– Stasera di sicuro le trovi nel locale dove stiamo andando noi. Però non so se ti fanno entrare, perché sei un po’ piccola –

– Piccola? –

– Occhio e croce signorina tu non hai più di tredici anni –

– Sono più vecchia di quel che sembro –

– Sì, certo. Tu tieniti in mezzo a noi che cerchiamo di nasconderti al buttafuori. Ma queste qui sanno che le stai cercando? –

– No, ma non appena spiegherò chi mi manda mi aiuteranno –

Le ragazze, che erano quattro, si misero attorno alla ragazzina e ripresero a parlare come se fosse una di loro da sempre. Nel tempo di percorrere 500 metri le avevano spiegato di non andare da nessuna parte da sola con un ragazzo, che doveva detestare le fighe di legno e le avevano fatto ripetuti complimenti per i suoi capelli neri e la sua pelle di porcellana. La città era fredda ma luminosa di lampioni e persone. Si sentiva a casa come la luna fra le nubi oscure.

– Ragazze, ma… me lo sto immaginando o stasera ci guardando tutti? –

– Eh, Nora, sarà merito della giovane Morticia che è più bella di tutte noi messe insieme –

– Parla per te! Io stasera sono da tromb… – la ragazzina si voltò a guardarla – sono da urlo –

– Chi è Morticia? –

– Oddio, le giovani generazioni non hanno punti di riferimento! Un giorno vieni a casa mia e ti faccio vedere la Famiglia Addams 1 e 2. Comunque Morticia è una affascinante dark lady con lunghi capelli neri e pelle candida, come te e, in suo onore, ho deciso che ti chiameremo Morticia, per gli amici Tissy. Neferia ha parlato –

– Amen! – disse la ragazza da urlo insieme alle altre.

– Loro sono: Ishtar, Marlene e Nora, di notte. Di giorno Lucia, Miriam e Nora, che non ha fantasia, è sempre Nora. Io sono Martina, ma se vogliamo essere amiche chiamami sempre Neferia o Nefi. Ok? –

– Va bene –

– Brava. Siamo arrivate –

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