Arrivederci

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Ti abbiamo salutato ai cancelli della nostra dimora e ora che la strada si apre davanti a te il cammino è solo tuo.

Non volevo salutarti Giò. Nel mio stupido riserbo ero sicura che un giorno avrei di nuovo battuto un cinque sulla tua mano prima di giocare e che tutto sarebbe tornato come un paio d’anni fa. Non c’era bisogno di “darti fastidio”, di uscire dal mio stupido guscio. Non è stato così e non ci sono miracoli o regali. Se vuoi una cosa la devi prendere, se vuoi parlare con qualcuno devi aprire bocca, adesso. Aspettare fa solo passare del tempo e il tempo… finisce. Devi darti delle mete e arrivarci anche sui gomiti. Se una cosa ti fa incazzare devi lottare per cambiarla. E se ti senti uno schifoso nerd asociale sociopatico che il sabato sera preferisce tirare dadi invece che andare a ballare o mettersi un telo in testa e spaventare gli amici con una faccia da scemo allora fallo, cazzo. Fallo sino a che ti scorre sangue nelle vene.  Insomma, cerca di vivere sino a che sei vivo. Perché presto o tardi sarai su quella strada e solo tu saprai con quali tesori nel cuore a farti compagnia.

Tu sei così, caro sociopatico fondatore di associazioni. Mille cose e tutte al mille per cento. Ti amiamo per questo e, sai, un pezzetto di te ce lo siamo tenuto in tasca e non te lo ridaremo mai. Credo che mi infetterò con un pizzico di te. Allora arrivederci Giò, ti saluto con la mano che i baci e gli abbracci proprio no, non li sopporti.

 

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2 thoughts on “Arrivederci

  1. Nicola says:

    L’ho visto l’ultima volta a Belgioioso. L’ultima volta insieme intorno ad un tavolo a giocare. E l’ultima pizza mangiata insieme dopo aver sbaraccato. Quanto ho ringraziato per essere rimasto con loro fino all’ultimo momento, e quanto faceva male vedere che metà del suo corpo lo aveva già abbandonato.

    • ninatrema says:

      Hai fatto bene ma io…

      Voglio ricordarlo con Iris che lo aveva assalito alle spalle, stringendolo nel suo affetto da strizza-peluche, e lui, che facendo mille facce, tentava di scollarla sbattendo contro le pareti e gridava lamentoso: – Ferra, toglimi la tua ragazza da dossooo –

      Voglio ricordarlo sotto la Cupola Arnaboldi, con l’ukulele in mano e le cartacce nel cappuccio della felpa. Prima che glielo dicessimo ci aveva girato mezza Pavia con quella roba.

      Voglio ricordare il Tesoriere col cappellino da bimbominchia, come diceva Giulio President. E anche come il cattivo ubriaco e psicopatico che gridava durante il live de Il Corvo:- Prendete la troia del Pit! –

      Voglio ricordarlo col Negroni in mano. Voglio ricordarlo mentre parla e mi sembra un uomo maturo di 42 anni e non un ragazzo di 22 che ha sempre voglia di giocare. Voglio ricordarlo VIVO

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