Breakfast Club Nina

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Se ancora oggi mi dicessero di puntare il dito, nella schiera di studenti – stereotipo di The Breakfast Club per indicare chi ero nel 1985 o anche dopo, durante la mia “high school”, le italiche scuole medie superiori, inaspettatamente per il mio osservatore punterei diritto su Allison. Nonostante la faccina “da te con i biscottini”? Sì! Nonostante le scarpe vintage in tinta con la gonna a tubo Barberry? Sì, l’ho raccattata a una bancarella alle 07.00 del mattino! Nonostante il costoso degradè dei capelli? Non è un costoso degradè è un derriere extraordinare di tinte casalinghe.

Punterei su di lei, diritta, e poi aggiungerei: ero anche una secchiona ed ero anche un po’ snob a modo mio.

Lo sportivo e il teppista? Beh, non si può essere tutto. E poi al bulletto della classe stavo sulle balle e io lo ricambiavo.

Bullo: Ma che bella Trema stamattina! Dove hai preso quel fiocco, lo hai rubato al cane?

Nina: Non sei ancora morto?

Bullo, toccandosi i gioielli di famiglia e tangenzialmente l’organo con cui ragiona: Pare di no. Togliti quel coso

Poi mi rubava il mollettone e mi pinzava la mano, dicendo: Non dire che ti fa male perché non fa male.

Nina: Non fa male ma perché lo devi fare?

Bullo: Così, per vedere di che colore diventa la pelle

Nina: Hai finito?

Bullo: Devi tenerli sciolti i capelli, Trema. Devi fidarti di me, io sono un maschio… so cosa piace ai maschi

Nel frattempo continuavo a fantasticare della sua testa che esplodeva in un girasole di capelli biondi insanguinati, brandelli di pelle bruciacchiata e materia cerebrale come tritato di manzo. Sognavo la fata carabina di Pennac, quella che trasforma le teste in fiori. Lo disprezzavo e lo temevo. Lui sembrava disgustato e… offeso. Non so.

Crescendo la parte snob e quella secchiona hanno preso il sopravvento, mentre continuavo a nascondermi ma in modo diverso da Allison. Prima con un look da suorina, poi in un vago stile goth metallaro. Adesso son Miss Punti Perfetti, perché per essere davvero queeny avrei bisogno di più soldi. Sono anche molto più sportiva, visto che cerco di andare in palestra quasi ogni mattina e questa attività mi da piacere. Sì, davvero, il corpo libera endorfine e le sento tutte.

Come? Chiedete se ho recuperato un po’ anche sul lato ribelle? Ma ciucciatemi il calzino!*

 

*(n.d.A. Eat my shorts! –> motto di John Bender e Bart Simpson)

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