Forma e forme

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Tiro un po’ di somme e faccio un paio di riflessioni.

Io vado in palestra quasi tutte le mattine ma all’inizio non ci credevo per niente. Per me la situazione del mio corpo, per carità non pessima ma neanche perfetta, era un dato stabile e immutabile. Pensavo che tuttalpiù mi sarei un po’ assottigliata e si sarebbero un po’ limati certi cuscinetti non proprio omogenei (ehm – ehm). Non è accaduto nulla di tutto questo. Credo siano convinzioni simili a fregare in partenza molte persone con problemi di forma più gravi del sedere a pera kaiser. Non esiste nulla di fisso e determinato nel corpo. Esiste nella mente, ma non nel corpo. Esso è quanto mai plastico, in modo insospettabile in tutte le età.

Quindi, il mio corpo ha reagito all’attività fisica e la mia mente ancora oggi fatica a stargli dietro.
Come dicevo, le gambe non si sono assottigliate. Si è snellito il ginocchio. Me ne fosse importato qualcosa?! Nella rotondità uniforme delle mie cosce tanto apprezzata da mia madre (sorry mamy) si sono scavati piano piano degli avvallamenti in costa ai muscoli, che si sono gonfiati. I cuscinetti tanto odiati hanno iniziato la smobilitazione dai fianchi con tutta la calma di questo mondo e _senza_ livellarsi. Ma proprio per niente eh?! Ogni due tre giorni ne sparivano dei “tocchettini”. Vabbeh… anche loro spediscono a pacchetti come Gmail. Nel frattempo i muscoli hanno iniziato a gonfiarsi in altri punti, in modo omogeneo, gradevole alla vista e… non so come dire… dando al tutto un’aria di maggiore forza. Forza, sì. Adesso capisco come si formano le gambe delle ballerine di mazurca. Danza orrenda, cosce di granito.

Nel frattempo il mio addome ha deciso di sparire. Ho scoperto che prima che in zona addominale possa indurirsi/tonificarsi qualcosa si sbaracca il grasso. Ecco. Sono allibita: ho idea che fosse tutto grasso. Mentre faccio “il ponte” tasto i muscoli con le mani per controllare la postura e non non mi trovo l’addome. E’ più in dentro di dove lo cerco. Mi viene in mente il character design di Aeon Flux e Alexander.

E mi viene in mente anche un’altra cosa: la mente non sa niente del corpo. Ma proprio niente. Tutto quello che un non sportivo pensa del proprio corpo sono cianfole. Il corpo è un’altra cosa. Primo: è molto più resistente di quanto pensiamo. Parecchio di più. Secondo: gli piacciono la fatica e il sudore. Laddove lo studio sul momento vi devasta e volete solo dormire, la palestra vi rende appagati, allegri e svegli… nell’immediato. Il giorno dopo un po’ meno, ma basta rimettersi in moto e alé, passa tutto. Terza cosa: voi non sapete che forma ha il vostro corpo, semplicemente perché non ne ha una sola. Voi gliene date una e credete sia predeterminata e, invece, di determinato nel corpo non c’è nulla. Il corpo è vivo e non per scherzo. Il corpo si rinnova e la mente… annaspa. Perché lei vive di modelli, di abitudini e di preconcetti e mentre il corpo lavora lei deve crearsi un’altra immagine di voi stessi e… non ci è abituata.

Ecco, solo per fare un bilancio, ora che taglio il traguardo dei 36 anni, di quanto poco ho imparato.

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