Breakfast of the champion II – the revenge

image

Un tempo non pensavo che avrei mai aggiunto alla colazione l’ovetto alla coque, ora ho proprio sostituito marmellata e miele con caprino e ribes e mi chiedo se sono sempre io. Capisco che il discorso sembra ozioso e che qui l’autore si sta un po’ analizzando l’ombelico, ma la domanda è più generale. Quanto le vostre abitudini alimentari fanno parte di voi? Quanto vi sentite rappresentati da un cibo, da un rito mangereccio, da un certo odore il mattino appena svegli?

Per tanto tempo il profumo del mio mattino è stato l’odore di latte e caffè mescolati insieme dalla mia mamma e ancora prima, quando andavo a scuola con la mia cartella rossa (ah l’odore di cuoio e pastelli quella cartella!) era odore di latte e… polverina al cacao di cui non faccio il nome, quella in cui trovavi in regalo le macchinine che correvano per davvero! Yeah!

Caffellatte e biscotti secchi, un terzo della mia vita. La fase 1: l’infanzia, la nonna, i cartoni animati.

Per un altro terzo, dopo i più improponibili intrugli da adolescente in lotta fra peso e gola, mi sono stabilizzata su tè di vario colore, fette biscottate integrali e marmellata e/o miele. La fase del “decido io cosa mangiare, mamma!” e anche del “la colazione la farei durare ore perché mi fa pensare a casa, a te e papà

Per il terzo in cui mi trovo a vivere, la fase 3, dopo altri innominabili intrugli, ho piano piano introdotto elementi nuovi, allontanandone altri dalla colazione della fase 2.  Tipo, abbandonare la marmellata non era in programma. La marmellata mi piace e tanto. Ma mi servono proteine. Così, dopo aver salutato il pane, che oramai mangio solo fuori casa, e aver drasticamente ridotto la pasta (lo sai che ti voglio bene, baby, sei il mio rifugio ma la vita… le cose… sono fatta male…) è iniziata la spontanea mutazione della colazione.

Come per la creazione dell’universo è partito tutto da un uovo. Perché ho subito adorato l’uovo alla coque e dopo l’uovo la voglia di marmellata alla pesca ogni mattina era sempre meno. Così gli ho affiancato di volta in volta del prosciutto cotto, della bresaola o del crudo di parma. Una fettina. E poi è toccato al formaggio. Quando ho scoperto che il caprino, ricco di fermenti lattici, poteva farmi risparmiare l’ingollo dello Yakult (costosetto anzichenò) l’ho timidamente provato con una fetta biscottata ed è stato amore. Ho aggiunto il ribes (il cui zucchero è fenomenale se avete fatto amicizia con la cistite e torna un po’ troppo spesso in visita) e ho raggiunto l’estasi. Inoltre, come speravo, il maggiore apporto proteico ha portato una programmata impennata nelle prestazioni in palestra: finalmente sollevo un poco di più e corro meglio. Colazione casalinga perfetta nr. 3, faremo una lunga strada insieme.

Perché questa è la fase in cui non contano solo le voglie, in cui ci si sente responsabili di qualcosa, di qualcuno, di un progetto. Non so se sono adulta ma in fase 1 avrei detto che questa è una colazione “da grandi”. E voi che fate per colazione?

Advertisements

10 thoughts on “Breakfast of the champion II – the revenge

  1. Valentina says:

    Anche io ho una mia abitudine: merendino e caffè. Sempre e comunque. A volte vario quando non ho il merendino, può essere la fetta di torta di mamma come la banana, ma solitamente il binomio è quello: né più, né meno. 😀

    • ninatrema says:

      Eh, il caffé per me sta diventando un ricordo, non posso berne più di uno a settimana e mescolato col latte. Continua tu che puoi, sigh! =_= Ahhh torta di mamma! 🙂

  2. Bricolage says:

    Oddio dipende, adesso ci sotto col latte di kerif e banana frullati assieme e qualche biscotto ai cereali.
    Tante volte prendo l’orzo e un pezzo di ciambella fatta da me.
    Dipende da quello che c’è e che mi va.

  3. marco101984 says:

    Evviva la fase 3! Dovrei mangiare anch’io così…purtroppo sono abituato a mangiare schifezze di corsa a casa, oppure il caffè al bar che è persino più buono, quando invece mi piacerebbe mangiare bene, e tra l’altro sono cose anche più gustose! Ps Anch’io da piccolo mangiavo sempre il latte, secondo me tutti abbiamo iniziato così, poi ad un certo punto non lo sopportavo piu e mi dava sullo stomaco.

    • ninatrema says:

      Non so, tante bimbe secchine che erano con me alle elementari prendevano il tè. Ci vedevo così poco amore nel tè all’epoca. Il latte era quello fresco delle mucche del mio papà 🙂 munto la mattina che lo bevevo e quando la mamma lo faceva bollire (doveva farlo) profumava di nocciola ^_^

      • marco101984 says:

        Che fortuna! il latte appena munto..io non l’ho mai provato ma deve essere una bella cosa : ) Buona Giornata!

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s