Nostra signora del camouflage

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Sognare un sorriso dentro una maglietta arancione a volte può farti scegliere di staccare via un po’ delle etichette che ti sei stampata addosso. Può farti pensare che sono tutte bugie o, meglio, che sono tutte cose vere sino a quando lo decidi tu. Quindi… straaap!

Inizi a sollevare un angolo, giusto per vedere se l’etichetta in realtà è una crosta e sotto la pelle è ancora troppo sottile. Dà un po’ fastidio accorgerti che non ci sono cicatrici, che l’etichetta viene via facile, senza tracce di colla.

Non riesco a obbligarmi a fare qualcosa che non mi va, eppure sono grande nel convincermi di essere “fatta così” e seguire questo pensiero in modo reiterato. Cambiare casa, lavoro, amicizie e avere sempre gli stessi pensieri, mangiare lo stesso cibo, fare con altri e in posti diversi le stesse cose.

Non so voi, ma io sono molto affezionata a me stessa, alle mie definizioni. Ci sto attaccata con la colla. Sono la coperta che mi riscalda quando fuori sembra molto freddo, il lumicino colorato quando sembra buio. Ma per una bambina che si sentiva al sicuro la notte e non voleva lucette e non sopportava coperte sopra la testa sarebbe proprio uno smacco.

Sono stanca di essere ciò che mi dico di essere.

Il problema è che mi parlo un casino. Mi suggerisco nell’orecchio, mi faccio credere che non ci siano alternative e me la bevo pure.

Cotto. Servito. Mangiato.

Mi chiedo anche, continuamente, cosa pensino gli altri di me, quale sia il loro giudizio, anche se so che ciascuno bada a se stesso e lo so perché lo faccio. Sono involuta e attorcigliata. Grido che voglio aria mentre mi stringo la gola.

L’unica risposta è cercare meno e fare di più.

Non importa davvero niente ciò che pensate di me. Non importa davvero niente ciò che penso di voi. Solo la bellezza vale la pena di essere trasmessa. Solo il fremito ha il diritto di percorrevi la schiena. Gioia.

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2 thoughts on “Nostra signora del camouflage

  1. moemi74 says:

    Sei quella che ha scritto questo bellissimo post, me lo faccio bastare (anche se so che sei molto molto di più – anche per me – e anche se ti parli troppo e ti dici chi sei in continuazione…ma in fondo c’è chi se lo dice molto meno e non ha la gioia di giungere alle tue stesse conclusioni ) :*

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