8 – di storie e sassi

bon_bon_love La porta era socchiusa e la luce spenta. La donna entrò dopo aver bussato piano contro lo stipite.

– Scusaci, dovremmo smettere di domandarti cosa ricordi –

La ragazza voltò la testa di capelli ricci verso la donna che era entrata nella sua stanza. Alta, solida e scura, Lisa poteva avere forse cinquanta anni.  Il suo volto tradiva ore passate sotto il sole. I suoi capelli sciolti seguivano i sentieri di una vanità semplice e quotidiana. La vestaglia che indossava ben chiusa era di un pallido malva, fatta di un tessuto morbido, spesso e caldo. La ragazza le indicò la luna fuori dalla finestra.

– Ti chiedi mai se si sente sola? –

La donna teneva una mano sulla maniglia della porta e l’altra attorno a un bicchiere di latte.

– A tal proposito, ti ho portato questo bicchiere di latte per le fate. In queste notti cercano desideri da esaudire –

La criniera riccia si piegò di lato nella luce incerta della luna.

– Sono pericolose, ma se mettiamo del latte, ne berranno qualche goccia e passeranno oltre –

La ragazza si voltò del tutto e si sistemò meglio sotto le coperte, mentre la donna entrava e chiedeva di aprire d’un soffio la finestra. Il bicchiere pieno di latte era una panciuta campana guarnita di fiori. Le donne lo posarono sul davanzale in pietra e guardarono la luna riflettersi nel suo candore. Chiusero la finestra.

– Come sai tutte queste storie? –

Lisa fece un gesto nell’aria, come per allontanare una invisibile ragnatela e si sedette sul letto accanto alla ragazza.

– Vuoi una storia prima di dormire? –

La ragazza stava per rispondere ma la donna la fermò.

– Una storia prima di dormire può farti addormentare tranquilla o spaventarti a morte oppure darti da pensare sino al mattino. Devi sapere cosa stai chiedendo –

– Una storia va bene, comunque sia. La mia testa è troppo leggera e ho bisogno di qualche storia per riempirla –

– Ti serve un po’ di zavorra –

– Sì –

– Quando ero piccola, mia madre diceva che ero troppo magra, così magra e sottile che un colpo di vento avrebbe potuto portarmi via. Io non volevo essere portata via, Volevo bene alla mia mamma, a mio fratello, al mio papà. Così, non appena uscivo di casa, cercavo dei sassi per la strada e me li cacciavo in tasca, per essere più pesante –

– Questa è la storia? E’ bella –

– No, la tua storia è più triste. Risale alla nascita del mondo. Devi sapere che prima che tutto esistesse il dio Geb e sua sorella la divina Nut si amavano. Erano giovani e si amavano senza posa e senza sciogliersi mai. Fra i loro corpi non v’era spazio e l’universo era caos –

– Sua sorella? –

– Sua sorella. Atum vide il caos nell’universo e ordinò a Shu, padre loro, di dividere Nut e Geb. Egli allora mise i piedi su suo figlio Geb e alzò le braccia in alto per scostare sua figlia Nut dal corpo del suo amato.  Fu così che la terra e il cielo si separarono e il mondo ebbe origine. Nut si piegò in un meraviglioso arco celeste e il sole, le stelle e la luna poterono splendere sulla sua pelle, mentre il fecondo Geb, bagnato dalle lacrime della sua amata, produsse fiori e frutti. Una volta separati, Nut partorì i figli concepiti nell’unione con Geb, due coppie di gemelli. Per primi nacquero Iside e Osiride, che si unirono in gioiose nozze e la storia del loro amore è il primo racconto d’amore e dedizione che l’uomo ricordi. Poi, nacquero Nefti e Seth –

La donna fece una smorfia.

– Nefti e Seth non si amavano? –

– Alcuni narrano che Nefti e Seth non si unirono mai, altri che Seth prese in moglie la sorella, ma non la amò. Si dice che con l’inganno Nefti ottenne di concepire il dio sciacallo Anubi da Osiride, che Iside la perdonò, perché capiva la sua pena, e che fu per gelosia che Seth uccise Osiride e ne disperse il corpo fatto a pezzi. Ma altri sostengono che la guerra di Seth e Osiride fosse una rivalità tra i due fratelli per la corona d’Egitto e null’altro e che la nascita di Anubi fa parte di un’altra storia –

– Mi sta venendo mal di testa –

– Per stasera ci abbiamo messo abbastanza sassi. Cerca di dormire. Una buona dormita fa passare quasi tutto –

Si chinò sul viso della ragazza e le diede un bacio sulla fronte. Poi camminò sino alla porta e uscì, lasciandola socchiusa.

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