Fuga dal posto fisso: il proprio posto nel mondo

Tornando a casa da una bella settimana di vacanza, nel senso vero di assenza da tutto: blog, lavoro, amicizie, diete e impegni, mi porto il ricordo di questa creatura a perfetto agio nel proprio mondo. Fermo e pasciuto ci guardava dall’alto. Non faceva altro che manifestare se stesso, in cima al capanno da cui dominava il vicolo e la piazza. Serafico, tondo e potente, sedeva nel posto che si era scelto. Osservava il mondo dal suo angolo preferito. Prendeva il sole e teneva lo sguardo in ombra. Nessuno dice a lui dove mettersi, quando partire, dove andare. Fa ciò che vuole. Nessuno gli mette in corpo desideri. Non ha bisogni che non possa soddisfare. Non si sente inutile, sottostimato, sfruttato o isolato. Ovunque posi il suo corposo deretano, quello è il suo posto. Non è fisso, non è assicurato, non è determinato e, ancora meno, indeterminato. Consapevole di essere ciò che è, non gli importa una fava di essere qualcosa d’altro. Fa ciò che sa. Vive ciò che è. Partecipa dell’universo. Devo assorbire questa lezione. Penso: potrei impiegare mesi o anni. Mi rispondo: ci vorrà il tempo che ci vorrà. Miao.

emperor_cat

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3 thoughts on “Fuga dal posto fisso: il proprio posto nel mondo

  1. TADS says:

    stavo per dirlo io,
    soprattutto se ne frega di servire a qualcosa, la vera libertà concettuale, non essere utile a nessuno se non a se stessi. Quanto dovremmo imparare dagli animali 😉

    TADS

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