Fuga dal posto fisso: autodisciplina

bench_woodsFuggire da una prigione è semplice, gestire la libertà difficile, perché essere liberi, fare ciò che si vuole richiede disciplina. Lo spiega bene Ende ne “La storia Infinita” , attraverso la metafora dell’Auryn e dei desideri che fanno perdere Bastian. Mi sentivo tanto più in gamba di lui quando da ragazzina leggevo il libro. Eppure quanti desideri ho sprecato nella mia vita? Il tempo è sempre stato assaporato oppure ho disseminato minuti, ore, giorni interi come spiccioli di rame da una tasca bucata?

Quando si fugge dalle regole certe imposte da altri ci si trova davanti il proprio io indisciplinato. Un ignavo abituato solo a ubbidire.

Deliri di una blogger disattenta che sta portando avanti un lavoro desiderato e odiato, bellissimo e spaventoso con le unghie e con i denti, che ha visto una panchina e si è seduta un istante ora op op op gambe in spalla e si riprende il cammino.

 

 

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3 thoughts on “Fuga dal posto fisso: autodisciplina

    • ninatrema says:

      Tranquilla, io sento le gambe “ti legna” – come diceva la custode del mio vecchio palazzo – però a spingerle su vanno. Prova ad alzarti e sgranchire le tue, a fare un singolo passo, vedrai dove ti portano 😉 🙂

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