Fuga dal posto fisso: a cosa stai lavorando?

Angel

Bella domanda. Purtroppo è una domanda che arriva spesso, in forme diverse:

– e cosa stai facendo adesso?

– e, quindi, a che stai lavorando?

– ma sei impegnata in qualche progetto?

La foto inserita qui sopra, che immortala l’angolazione più sofferente della Vittoria alata del mastro Wildt conservata nello splendido palazzo Berri-Meregalli in via dei Cappucini n. 8, a Milano, rappresenta piuttosto bene le mie sensazioni a riguardo.

Costa sto facendo, adesso? Adesso sto conversando con te, mio interlocutore, in generale, vorrei rispondere con Nikopol di Enki Bilal: “Mi ricostruisco”. Vale a dire che sto ribaltando tutta la mia vita e che lavoro su progetti miei e progetti videoludici. Ovviamente, seguono richieste di spiegazioni, a cui la risposta, invariabilmente è: “il mio libro è alla n-esima stesura e, del resto, non posso parlare”.

A questo punto, di solito, arrivano una risatina e una strizzatina d’occhio: “A me lo puoi dire…”

Lanciando l’urlo muto della Vittoria del Wildt rispondo: “Veramente… no. Non posso parlarne. A nessuno. In nessun modo”

A questo punto, di solito, il mio interlocutore pensa che me la tiri. Invece, io guardo il mio interlocutore e penso a tutte le certezze che accompagnano la sua giornata e valuto se e quanto mi mancano:

– aprire gli occhi e sapere già cosa fare ed entro quali orari

– recarsi nello stesso posto e sistemare la borsa nello stesso punto del giorno prima

– recarsi, dopo lo stesso numero di ore del giorno prima, dal posto di lavoro a casa propria, seguendo lo stesso percorso del giorno prima

– controllare l’estratto conto e trovare lo stesso stipendio del mese prima, accreditato lo stesso giorno del mese

– avere lo stesso budget a disposizione

– poter programmare la propria vita da qui al 2025

Ma non arrivo mai a questo punto della lista, la questione “stipendio” mi trattiene in fantasie nefande sino a che il mio interlocutore trova un nuovo argomento di conversazione, di solito, lamentarsi della propria routine. E mi dice che sono coraggiosa. E io mi dico: “Semiramide, bevi il tuo tè”.

4 thoughts on “Fuga dal posto fisso: a cosa stai lavorando?

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  1. domenica uno mi ha chiesto “ma tu nella vita che fai” eh…bella domanda, la risposta sarebbe “resto a galla” ma non riescono a capacitarsi di come sia possibile senza un lavoro vero.

  2. uuuuh quel bellissimo palazzo che mi hai mostrato! 😀 mi è rimasto impresso, così come la “casa dei fenicotteri”! Un bellissimo pomeriggio con te, tesora mia! (sono molto curiosa, ma mi avevi già detto che non puoi svelarmi nulla quindi attendo paziente :*)

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