Fruits

Italian version below

Say something, Anna. Wrote something, girl. What do you want to be? Wasn’t you that wanted to be a writer? So, damn, wright something.

Please, you have to understand, I have nothing to say. I could start 100 stories but I would not know how to finish them, because the end is the key to understand the message, the purpose of a story, and I don’t have a message, a theory, a hope. I trusted you, but you only want to obey. You don’t want to be free. You don’t want any responsibility.

I thought women really wanted to be free and were ready to use that freedom, but you don’t want even to choose your lipstick by yourself. You need someone to tell you what to do, what to think, who to love. You want Mr Gray, or the pale vampire or that strange fruit company which does not really sell fruits but Ithings to give you lovely orders.

I thought men were different. I always thought that the bad men were legends, strangers, monsters, but the worst enemy is Mr Nice Guy. He is your neighbour, your class mate, your colleague. He is that pristine guy you dated once and still appears in the sad questions of your mother: “but that nice guy you once brought home?” You don’t want to tell her: “he is online telling each and everyone that your daughter is a big whore, because she refused to had sex with him as a reward for a dinner she did not want him to pay”. She still can’t understand what “online” means.

I thought you wanted to use all these marvellous communication devices – the white fruity ones and the others – to communicate. Instead you use them to express all the 1000 shades of your hate.

Still, I am one of you. I am no different. I am here whining about nothing and everything at once. I struggling to know my colour season, my body shape, so that I will better conform myself. I am here, thinking that I am the good one, the nice one, the pristine gal you once mistreated.

I know many people share good things through the web, but today I am not one of them. I have no good ideas, no love messages, no great stories. I might began 100 stories but, no, I couldn’t finish one. So don’t ask me to tell. End.

Italiano

Di qualcosa, Anna. Scrivi qualcosa, ragazza. Cosa vuoi essere? Non eri tu che volevi essere uno scrittore? Così, dannazione, scrivi qualcosa.

Per favore, devi capire, non ho nulla da dire. Potrei iniziare 100 storie, ma non saprei come finirle, perché il finale è la chiave per capire il messaggio della storia, lo scopo di una storia e io non ho un messaggio, una teoria, una speranza. Mi fidavo di voi, ma voi volete solo obbedire. Non volete essere liberi. Non volete alcuna responsabilità.

Pensavo che le donne volessero essere libere e fossero pronte a usare quella libertà, ma tu non vuoi scegliere nemmeno il rossetto da sola. Ti serve qualcuno che ti dica, cosa fare, che pensare, chi amare. Tu vuoi che Mr Gray o quel vampiro emaciato o quella strana compagnia della frutta che non vende sul serio frutta, ma Icosi, ti dia amabili ordini.

Pensavo che gli uomini fossero diversi. Ho sempre pensato che gli uomini cattivi fossero leggende, stranieri, mostri, ma il peggior nemico è il sig. Bravo Ragazzo. È il tuo vicino, il tuo compagno di classe, il tuo collega. È quell’immacolato ragazzo che emerge ogni tanto nelle tristi domande di tua madre: “ma quel bravo ragazzo che portasti a casa quella volta?” Tu non vuoi dire: “sta online a dire a tutti che tua figlia è una gran mignotta perché si è rifiutata di fare sesso con lui per ripagare una cena che non voleva farsi pagare da lui”. Tua mamma ancora non capisce il significato di “online”.

Pensavo voleste usare tutti questi meravigliosi apparecchi di comunicazione – quelli fruttosi e anche gli altri – per comunicare. Invece li usate per esprimere le 1000 sfumature del vostro odio.

Eppure, sono una di voi. Non sono diversa. Sono qui a lagnarmi di niente e tutto insieme. Mi arrovello per capire la mia stagione cromatica, la mia forma corporea, così da potermi conformare meglio. Sono qui a pensare di essere la buona, la simpatica, l’immacolata ragazza che venne trattata male.

So che molte persone scambiano cose buone attraverso il web, ma oggi non sono una di loro. Non ho idee buone, non ho messaggi d’amore, non o grandi storie. Potrei iniziare 100 storie, ma non potrei finirne una. Così, non mi chiedere di raccontare. Fine

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